Recensione del film La Zona di Interesse di Jonathan Glazer solo al cinema dal 22 febbraio 2024.

la zona di interesse poster ita

La locandina italiana del film La Zona di Interesse ora al cinema!

SCHEDA DEL FILM

REGIA: Jonathan Glazer
CAST: Christian Friedel, Sandra Hüller, Johann Karthaus, Luis Noah Witte
DURATA: 105 minuti
USCITA: giovedì 22 febbraio 2024
DISTRIBUZIONE: I Wonder Pictures


RECENSIONE

Sarà molto difficile raggiungere i livelli di lucidità e precisione de La zona di interesse di Jonathan Glazer in futuro, così come è difficile trovare nel passato un film sul tema dell’Olocausto che presenti lo stesso terribile rigore.

La zona di interesse è un’opera che prende la “banalità del male” – che già è stato uno dei concetti più inquietanti della storia e che ha attraversato i secoli senza mai perdere quel senso del orrore – e lo porta all’estremo mettendo in scena la banalissima storia di una famiglia tedesca alle prese con la sistemazione in una casa nuova, con le gite in barca, il giardino da curare, i thè con le amiche, e poi la minaccia di un trasferimento del capofamiglia e quindi di un eventuale trasloco a causa di una promozione lavorativa e tante altre cose di questo tipo. Tutto molto quotidiano e banale, appunto, se non fosse che il capofamiglia sia Rudolf Höss, comandante di Auschwitz, e la bellissima villa in cui egli risiede con la famiglia si trovi proprio al confine con il campo di concentramento.

IWP_lazonadinteresse. Photo credit: courtesy of A24

Una scena del film La Zona di Interesse. Photo credit: courtesy of A24.

Jonathan Glazer (Sexy Beast, Under The Skin) realizza una pietra miliare dei film sull’Olocausto dove mai così lucidamente era stata messa in scena la perdita del senso dell’umanità, la dissociazione, la banalizzazione dell’orrore.

Il film, che ha vinto il Gran Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes 2023, è incentrato proprio sulla “zona di interesse”, termine usato dalle SS naziste per descrivere l’area di 40 chilometri quadrati immediatamente circostante il complesso del campo di concentramento di Auschwitz.

La meravigliosa villetta dove i coniugi Höss conducono la loro bucolica esistenza, è costruita proprio sul campo di concentramento, al di là del muro ci sono gli ebrei, come ricorda la moglie, ma l’obiettivo è far crescere per bene le piante affinché la barriera diventi ancora più alta e ciò che c’è al di là diventi ancora più invisibile. Glazer è preciso nel non far mai vedere ciò che accade dall’altra parte, in un’operazione di totale less is more, il regista dà spazio solo ai rumori, come quelli delle rotaie su cui sta passando un treno o di colpi da arma da fuoco, che in un paio di sequenze arrivano a disturbare la quiete della felice famiglia ariana. Vedremo a un certo punto anche una nuvola di fumo che esce dalla ciminiera, ma sarà solo un breve frame e presto la camera tornerà a inquadrare la confort zone dei protagonisti.

I ruoli chiave spettano a Christian Friedel (Il nastro bianco) e Sandra Hüller (Vi presento Toni Erdmann, Anatomia di una caduta) che con estrema naturalezza vestono i panni della perfetta coppia della classe media, pallidi, assorti, impegnati nell’educazione dei figli e nella cura della propria immagine.
La zona di interesse. Photo credit: courtesy of A24

Una scena del film La Zona di Interesse. Photo credit: courtesy of A24.

È nei dettagli poi che il film parla senza battute di dialogo: nella paranoia strisciante che il patriarca esprime chiudendo meticolosamente tutte le porte alle sue spalle prima di andare a dormire, o nella cecità provocata da una benda durante un gioco coi propri figli, che sta a rappresentare lo stato di negazione in cui si trova.

La regia segue chirurgicamente la sceneggiatura con riprese statiche, piatte, calcolatissime, che insieme alla luce naturale creano un effetto così realistico da apparire straniante, che rendono alla perfezione l’anestesia e insieme la tragedia della situazione. L’uso del sonoro – cacofonico e disturbante – insieme all’uso del montaggio, sono letteralmente da brivido.

Lascia senza parole il montaggio della scena finale, che con un salto temporale ci trasporta al giorno d’oggi, nello stesso luogo che ora è un museo e che ogni sera viene ripulito da un’impresa di pulizia.

La zona di interesse è un film che sconvolge, che mette a disagio fin dalla prima scena e continua a farlo per tutta la sua durata e ben oltre, obbligandoti a tornare lì con la mente, e a realizzare che un comandante delle SS poteva permettersi di avere gli stessi problemi che abbiamo noi tutti i giorni, e questo lo si può descrivere con una sola parola: disumano.

Margherita Giusti Hazon


TRAILER UFFICIALE

LA ZONA D'INTERESSE | Trailer 2 italiano ufficiale HD - CANDIDATO A 5 PREMI OSCAR