Il Mio Nome è Cassandra nei chiostri del Teatro Fontana dal 6 all’8 luglio 2021.

Il mio nome è Cassandra. Ph: press office

Pronti a scoprire insieme lo spettacolo Il mio nome è Cassandra tra pochi giorni in scena al Teatro Fontana di Milano?

Se c’è una figura dell’Iliade che mi ha sempre ispirato pietà, quella è Cassandra.

Figlia del re troiano Priamo, Cassandra era stata benedetta dal dono della profezia. Dono che avrebbe potuto salvare la sua città e il suo popolo, ma che risultò inutile, perché sulla giovane gravava la maledizione di non essere creduta da nessuno.

Mi sono sempre domandata che male avesse mai fatto questa poverina per subire un simile destino. Anzi, da adolescente mi irritava proprio il modo in cui era trattata dai suoi parenti più prossimi. Come una pazza.

Poi, crescendo mi sono resa conto che il mondo è pieno di Cassandre che posseggono la Verità, ma che è più facile non ascoltare, perché abbracciare la Verità implica anche accettare un impegno.

Credo che, in fondo, sia questo il significato più profondo dello spettacolo Il Mio Nome è Cassandra, di e con Federica Bognetti, in scena nei chiostri del Teatro Fontana dal 6 all’8 luglio.
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Federica Bognetti nello spettacolo Il mio nome è Cassandra. Photo: courtesy of Teatro Fontana.

Il Mio Nome è Cassandra è un monologo, inserito nel palinsesto La bella estate promosso dal comune di Milano e presentato da Elsinor Centro di Produzione Teatrale in collaborazione con la Compagnia Veranda Rabbit.

Il monologo di Federica-Cassandra, la cui Prima nazionale è stata al Festival di Napoli, indaga sul ruolo dell’arte oggi. Dopo un anno e mezzo di pandemia, in cui sulla voce ha prevalso il silenzio.

Il tema, così come il modo di trattarlo, ha un che di tradizionale: per secoli, specialmente nel Novecento, l’artista si è spesso domandato se avesse ancora senso esprimersi. Gli esempi sono molteplici: da Baudelaire a Quasimodo a tanti altri.

Anche la sovrapposizione tra la parola artistica e la parola profetica, che già si intuisce dal titolo dello spettacolo, si inserisce in questo solco.

E cosa profetizza questa voce? Forse la sparizione dell’arte? Può l’arte sparire davvero, ponte di segni visivo-uditivi tra il divino e il quotidiano?

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Federica Bognetti nello spettacolo Il mio nome è Cassandra. Photo: courtesy of Teatro Fontana.

La voce di Federica-Cassandra non è una voce pacata. Non si limita a indagare, ma denuncia pure. Denuncia chi nel momento in cui gli artisti sono rimasti senza lavoro si è limitato a un’alzata di spalle, senza aiutarli nel concreto.

In realtà, non è neppure corretto parlare di voce al singolare, perché di fatto la voce dell’artista-regista assume un valore proteiforme e si fa portatrice di discorsi di altri, affermando ancora una volta il valore più profondo dell’artista. Quello di tramite.

Lasciamoci quindi guidare da Cassandra in questo viaggio in cui forse, almeno per una volta, riusciremo a crederle. O perlomeno a dubitare.

Usciamo quindi di casa, armiamoci di antizanzare e ascoltiamo rapiti le voci della giovane sacerdotessa troiana.

Francesca Meraviglia


INFO E CONTATTI

Indirizzo: Teatro Fontana, via G. A. Boltraffio 21, Milano
Contatti: 0269015733 | teatrofontana.it | biglietteria@teatrofontana.it
Orari: da martedì 6 luglio a giovedì 8 luglio, ore 20.30
Biglietti: Intero 21,00€ (17€ giovedì sera); convenzioni 17€; over 65/under 14 10€; under 26 15€; teatro in bici 15€; prevendita e prenotazione 1€
Abbonamento prosa: 2 ingressi 35€; 4 ingressi 56€; 6 ingressi 75€
Orari per informazioni: Da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 18.00
Ritiro biglietti: Da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 18.00 (La biglietteria apre due ore prima dell’inizio dello spettacolo. Ritiro entro 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo)

Fonte e foto: ufficio stampa, che si ringrazia.

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