Dal 18 aprile al 5 settembre 2021 in mostra a Palazzo Reali la prima retrospettiva dedicata a Luigi Pericle!

Dopo mesi di fermo e aperture a singhiozzo, la cultura prova a ripartire. Come accennato la scorsa settimana, lo fa scegliendo esposizioni che riescono a sorprendere, su artisti talvolta differenti da quelli cui eravamo abituati. Il MASI di Lugano non fa eccezione e da domenica 18 aprile offre ai visitatori della sua sede di Palazzo Reali la prima retrospettiva dedicata al pittore e disegnatore Luigi Pericle (1916–2001).

Il progetto, che sopraggiunge a vent’anni dalla morte dell’artista, è stato possibile grazie alla collaborazione tra l’Archivio Luigi Pericle di Ascona e il Museo Villa dei Cedri di Bellinzona, ed è teso a ripercorrere i momenti chiave della sua ricerca artistica e spirituale.

Luigi Pericle, Senza titolo (Matri Dei d.d.d.), 1966, tecnica mista su masonite. Collezione Biasca-Caroni. Foto © Marco Beck Peccoz.

Luigi Pericle, Senza titolo (Matri Dei d.d.d.), 1966, tecnica mista su masonite. Collezione Biasca-Caroni. Foto © Marco Beck Peccoz.

Chi era Luigi Pericle?

Pericle Luigi Giovannetti, questo il suo nome all’anagrafe, nacque a Basilea il 22 giugno 1916 da padre marchigiano e madre di origine francese. Sin dalla tenera età emerse il suo amore per la pittura (si narra che la prima commissione per un dipinto la ricevette a dieci anni), motivo per cui tentò la via della scuola d’arte che però abbandonò presto. Da sempre, affiancò alla passione per l’arte quella per la filosofia antica e le religioni dell’Estremo Oriente. Attirato dall’aura del Monte Verità, dopo il matrimonio, agli inizi degli anni Cinquanta si trasferì ad Ascona.

Nel 1951 pubblicò il suo primo libro come disegnatore, Das betrunkene Eichhorn, e due anni più tardi debuttò con Max, la marmotta protagonista della serie di fumetti omonima con la quale raggiunse la fama internazionale. Fama che portò le sue illustrazioni ad apparire sui quotidiani stranieri, tra cui il Washington Post, l’Herald Tribune e la rivista Punch. Da qui decise di tenere le due attività (pittura e disegno) separate e di firmare le opere pittoriche come Luigi Pericle mentre le illustrazioni con solo con il cognome, Giovannetti.

Espose in diversi musei nel Regno Unito e ancora oggi si possono trovare i suoi lavori in alcuni musei italiani, britannici e americani. Sembra quindi incredibile che dopo la sua morte, avvenuta ad Ascona nel 2001, sia stato dimenticato. Il salvataggio dall’oblio del suo patrimonio artistico, difatti, è stato casuale. E la ricerca, il restauro, la conservazione e catalogazione delle sue opere sono stati possibili grazie all’associazione no profit asconese che porta il suo nome.

Luigi Pericle, Il segno della trasformazione (Matri Dei d.d.d.), 1964, tecnica mista su tela. Collezione Dr. iur. M. Caroni, Svizzera. Foto © Marco Beck Peccoz.

Luigi Pericle, Il segno della trasformazione (Matri Dei d.d.d.), 1964, tecnica mista su tela. Collezione Dr. iur. M. Caroni, Svizzera. Foto © Marco Beck Peccoz.

La mostra nel cuore di Lugano

L’esposizione di questi mesi a Palazzo Reali è la prima retrospettiva a lui dedicata in Svizzera. Si articola in cinque sezioni che esplorano il suo universo artistico e spirituale, in particolari le evoluzioni del suo originale linguaggio espressivo negli anni tra il 1960 e il 1980. Un percorso da cui emergono le tante influenze e la grande contemporaneità della sua arte.

Nelle sue opere pittoriche, infatti, si può intravvedere da un lato l’influenza di molti autori tra cui Jean Dubuffet, Henri Michaux, Hans Hartung, Pierre Soulages, Maria Helena Vieira da Silva, Julius Bissier; dall’altro l’unicità della sua interpretazione (astratta) e delle sue tecniche di lavorazione. Così come osservando i disegni a china si avverte tutta la sua profondità meditativa.

La mostra non dimentica altresì di riservare dello spazio ai suoi studi di calligrafia, astrologia, teosofia, filosofia Zen. Studi che, di nuovo, echeggiano nei dipinti e nelle chine esposti; ed evidenziano le sue riflessioni su: divenire e scorrere del tempo, forma e metamorfosi, materialità e spiritualità. 

Chiudiamo ricordandovi che avete tempo sino a domenica 5 settembre 2021 per programmare la vostra visita. 

(Continua sotto la foto)

Luigi Pericle, Senza titolo, s.d., tecnica mista su masonite. Collezione privata. Foto © Marco Beck Peccoz.

Luigi Pericle, Senza titolo, s.d., tecnica mista su masonite. Collezione privata. Foto © Marco Beck Peccoz.

INFORMAZIONI UTILI

LUIGI PERICLE. Ad astra
18.04–05.09.2021

Indirizzo: via Canova 10, Lugano
Orari: martedì, mercoledì e venerdì: 10.00 – 17.00 | giovedì: orario prolungato sino alle 20.00 | sabato, domenica e festivi: 10.00 – 18.00 | Chiuso il lunedì
Biglietti: intero CHF 8.– | ridotto:CHF 6.–
Contatti: telefono +41 (0)58 866 42 40 | email info@masilugano.ch
Mappe, approfondimenti e aggiornamenti sul sito web www.masilugano.ch
Il catalogo, pubblicazione del MASI in tre lingue (italiano, tedesco inglese), è a cura di Carole Haensler

Fonte e foto: ufficio stampa, che si ringrazia.

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