Recensione de L’inferno, il film con Emmanuelle Béart e François Cluzet in home video dal 10 maggio 2022.

L'INFERNO cover dvd CG Entertainment

La cover del dvd del film L’INFERNO.

SCHEDA DEL FILM

TITOLO ORIGINALE: L’enfer
REGIA: Claude Chabrol
CAST: Emmanuelle Béart, François Cluzet, Marc Lavoine
DURATA: 100 min.
DATA DI USCITA HOME VIDEO: 10 maggio 2022
DISTRIBUZIONE HOME VIDEO: CG Entertainment


RECENSIONE

Quello tra il direttore d’albergo Paul (François Cluzet) e la bellissima e più giovane Nelly (Emmanuelle Béart) sembra un matrimonio perfetto.
Presto però una gelosia irrazionale e corrosiva inizia a consumare l’uomo, fino a divenire un’irreversibile follia.

Uno dei titoli più interessanti a tornare in catalogo dvd (edizione CG Entertainment) è L’Inferno di Claude Chabrol, ruvido dramma sentimentale datato 1994 che il regista francese “eredita” dal collega e connazionale Henri-Georges Clouzot dopo che quest’ultimo non era riuscito a completarlo trent’anni prima per varie sfortunate coincidenze, dalla malattia del protagonista Serge Reggiani all’attacco cardiaco che colpì lo stesso regista.

La sceneggiatura passa così negli anni novanta dalle mani della vedova di Clouzot a Chabrol, che ormai distante dal periodo aureo della nouvelle vague vive nel biennio 94-95 una seconda giovinezza con il capolavoro Il Buio della Mente e poco prima, appunto, la concretizzazione dell’ambizioso progetto de L’Inferno (che poi troverà il suo definitivo completamento nel 2009 con l’emersione di parte del girato di Clouzot, che confluirà nel documentario L’enfer d’Henri-Georges Clouzot).

L’enfer torna così in una nuova apprezzabile veste restaurata, un’ottima scusa per ripercorrere la tormentata esistenza di Paul, uomo ordinario e di mezza età alle prese con l’ossessione per la moglie di travolgente bellezza ed intraprendenza, in un progressivo, rapido distacco dalla realtà mentre la sua mente affollata di pensieri e visioni lo convince di essere ignaro fantoccio alla mercé di tradimenti, beffe ed umiliazioni da parte della donna e di presunti, numerosi amanti.

Un inferno, appunto, che nasce a livello individuale e travolge tutto e tutti, dal lavoro nell’hotel immerso nelle bucoliche vallate e montagne francesi fino ovviamente all’idillio amoroso con Nelly, quando le irrefrenabili fantasie persecutorie si traducono in moti rabbiosi e violenti.

Due interpreti perfetti, la Béart troppo bella e maliziosa il giusto e Cluzet (che molti conosceranno, perlopiù e purtroppo, per il ruolo da protagonista in Quasi Amici) straordinario nel processo di tragica autodistruzione.

A guidarli la mano di Chabrol, il regista della nouvelle vague che più si distaccava dagli stilemi degli anni sessanta per somigliare e voler somigliare ai colleghi della generazione precedente a cui apparteneva non a caso lo stesso Clouzot (basti pensare a I Diabolici per ritrovare lo stesso, perfetto equilibrio tra mistero, satira sociale e psicoanalisi), la conduzione ideale per una narrazione da mantenere viva trent’anni dopo, sradicare dalla sua epoca ed universalizzare negli spazi oscuri dell’amore, dell’insicurezza e del possesso.

Ne L’Inferno il bilanciamento tra psicosi ed erotismo, pulsioni e sofferenze, dati di realtà e allucinazioni è magistrale, con un crescendo scandito da un netto, scomodo montaggio radicale che trascina al finale minimale ma comunque imponente, che taglia lo schermo con la velocità, la violenza e l’apparente confusionarietà di un ultimo, tragico slancio allucinato.

Extra:
– Commento alle scene del regista Claude Chabrol
– Intervista a Claude Chabrol
– Trailer

Luca Zanovello


TRAILER

L'inferno - Trailer