Alla scoperta di “Monet. Dal Musée Marmottan Monet, Parigi” la mostra a Palazzo Reale sino al 30 gennaio 2022.

mostra Monet a Milano - cataloghi - photo: courtesy of Arthemisia.

Dal 18 settembre 2021 al 30 gennaio 2022 Palazzo Reale di Milano dedica a Monet una grande mostra! Photo: courtesy of Arthemisia.

L’autunno 2021 è arrivato e, dopo mesi di lontananza dai luoghi di arte e cultura, infine possiamo tornare a tuffarci in un mare di bellezza. A Milano, la stagione delle grandi mostre ha preso il via nel migliore dei modi: il 18 settembre a Palazzo Reale s’è alzato il sipario su una retrospettiva molto attesa, quella dedicata a Monet che ha portato in città un nutrito numero di dipinti appartenenti alla collezione del Musée Marmottan Monet di Parigi.

Con lo scopo di proporre una riflessione sul tema della luce e dei suoi mutamenti nella produzione artistica del Maestro francese dell’Impressionismo, la mostra ci offre la possibilità di ammirare 53 opere di Claude Monet e, con l’ausilio di supporti audiovisivi e di fotografie d’epoca, ci permette di conoscere gli elementi che l’hanno ispirato, i motivi delle sue scelte e le sue intenzioni più profonde. 

mostra Monet a Milano - ingresso - Photo: courtesy of Arthemisia..

L’ingresso della mostra di Palazzo Reale dedicata a Monet. Photo: courtesy of Arthemisia.

IL PERCORSO MUSEALE

L’esposizione curata da Marianne Mathieu è suddivisa in 7 sezioni e ripercorre in ordine cronologico tutte le tappe fondamentali, dalle origini sino alle ultime creazioni, della parabola artistica di Monet.

Dopo un ingresso tanto inaspettato quanto scenografico, il percorso s’apre con un omaggio a Paul Marmottan, ossia al fondatore del museo che attualmente possiede il nucleo più grande al mondo di opere di Monet.

Paul Marmottan, figlio di Jules (amante dell’arte a sua volta e collezionista di opere prerinascimentali), nacque a Parigi nel 1856. Studiò giurisprudenza e lavorò come praticante avvocato sino alla morte del padre, quando decise di rinunciare alla carriera a favore di una vita più solitaria dedita allo studio (divenne specialista degli stili Consolato e Impero che contribuì a far rivalutare) e al collezionismo – fu un cultore delle vicende legate alle residenze imperiali.

Non è quindi un caso se ad inizio percorso ci troviamo difronte ad un allestimento con mobili originali del periodo napoleonico, appartenenti al Musée e studiati attentamente da Marmottan, insieme ad opere apparentemente slegate tra loro, in realtà unite da un aneddoto sulla nascita del termine “impressionista”, termine coniato dal giornalista Louis Leroy nel 1874 per stroncare la prima mostra di Monet e colleghi.

La prima sezione della mostra di Milano con gli arredi del Musée Marmottan Monet. Photo: courtesy of Arthemisia.

La seconda sezione è dedicata, invece, alla pittura en plein air.

Questo metodo di dipingere, a cui Monet fu introdotto da Johan Barthold Jongkind (1819-1891) e da Eugène Boudin (1824-1898), fu reso possibile dall’invenzione del colore in tubetto e dallo sviluppo della ferrovia. Due elementi che permisero ai pittori di viaggiare e lavorare all’aperto. Situazione che impose loro di prediligere tele più piccole e leggere (più trasportabili e maneggevoli) e di dipingere più rapidamente, con pennellate veloci per catturare il momento.

La terza e la quarta sezione: dalla luce impressionista alle nuove prospettive.

Monet spese l’intera vita a cercare di cogliere le variazioni luminose e le impressioni cromatiche dei luoghi che osservava. Era attratto dal modo in cui la luce trasfigurava i soggetti. Motivo per cui prediligeva dipingere in luoghi in cui vi erano violenti cambiamenti climatici come, ad esempio, la costa normanna. Non può quindi stupire che dopo una visita a Londra (con la sua nebbia avvolgente e impalpabile e i giochi di luce sull’acqua del Tamigi), la sua ricerca subì un’evoluzione tale da portarlo addirittura a superare l’Impressionismo. Questi sono gli anni in cui dipinse le Ninfee (1904 e 1907). 

La sezione della mostra a Palazzo Reale con le Ninfee di Monet. Photo: courtesy of Arthemisia.

La quinta sezione si concentra sulle grandi decorazioni.

L’evoluzione intrapresa con le Ninfee venne portata all’estremo nei 125 pannelli di grandi dimensioni, dedicati al giardino d’acqua di Giverny, a cui Monet lavorò dal 1914 sino alla sua morte (nel 1926). In queste opere – oggi note come le Ninfee dell’Orangerieogni riferimento prospettico venne meno e il paesaggio iniziò ad apparire senza un inizio né una fine.

La sesta sezione ci mostra l’astrazione di Monet.

Monet da un certo punto in poi della sua vita soffrì di cataratta. E la visione poco limpida si rifletté sulla sua tavolozza che si ridusse, virando verso i toni del marrone, rosso e giallo. Alla stessa stregua, movimento e colore presero il sopravvento sulla forma, permettendo all’artista di creare quei dipinti destinati ad influenzare non poco i pittori astratti della seconda metà del Novecento.

Commiato tra le rose.

Le rose accompagnarono Monet lungo tutta la sua vita, sia nella sfera privata sia nelle sue tele. Tanto leggendario è divenuto il giardino della sua casa, quanto leggendaria è stata la celebrazione dei fiori che la adornavano. Le rose, dipinto che fece nel 1926 (l’anno della sua morte), all’età di 85 anni, ne è l’ultimo esempio. Ecco allora che l’ultimo saluto a questa importante figura lo diamo proprio in una stanza in cui troneggiano le sue amate rose. Quelle stesse rose che Paul Valéry annotò nel proprio diario come: “strani ciuffi di rose sotto ad un cielo blu.” 

La sala con Le Rose (1925-26) di Claude Monet. Photo: courtesy of Arthemisia.

PERCHÉ ANDARE A PALAZZO REALE?

In questo appassionante viaggio che ci permette di addentrarci nel profondo del mondo di Monet, possiamo vedere non solo le opere di cui abbiamo letto e visto tanto nei libri e al cinema, ma anche scoprire, come accennato in apertura, le motivazioni più intime delle sue scelte e di una pittura che col tempo divenne sempre più fiammeggiante. Oltre ad ammirare alcuni dipinti che, considerandoli fondamentali, l’autore custodì gelosamente nella sua abitazione sino alla fine. 

Come se non bastasse, questa esposizione fa parte del progetto Musei del mondo a Palazzo Reale, nato con l’intento di offrire al pubblico milanese l’opportunità di ammirare le collezioni conservate da musei di rilievo internazionale. In altre parole: in questi mesi il museo di Parigi è venuto da noi e abbiamo tempo sino al 30 gennaio 2022 per non perdere un’occasione a dir poco unica!

Vissia Menza

(Continua sotto la foto)

Gli occhiali e la tavolozza di Monet in mostra a Milano. Photo: courtesy of Arthemisia.

INFORMAZIONI UTILI

Monet. Dal Musée Marmottan Monet, Parigi
a cura di Marianne Mathieu
18 settembre 2021 – 30 gennaio 2022

Indirizzo: Palazzo Reale – Piazza Duomo, 12 – Milano
Orari: lunedì chiuso | martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10.00 -19.30 | giovedì 10.00 – 22.30
(la biglietteria chiude un’ora prima)
Prezzi biglietti: intero €.14,00 (audioguida inclusa) | ridotto €.12,00 (audioguida inclusa)
Per le aperture straordinarie, biglietti scontati, approfondimenti e mappe, visitare il sito ufficiale: www.palazzorealemilano.it oppure www.monetmilano.it
Catalogo: Skira

Si ringrazia l’ufficio stampa per il supporto iconografico e l’opportunità.

Condividi