Crash Landing on You ci regala una storia d’amore tra due nemici irriducibili, la Corea del Nord e la Corea del Sud.

Crash Landing on You. Ph courtesy of Netflix

Una scena di Crash Landing on You. Photo: courtesy of Netflix.

Sono sempre stata una patita di storie romantiche e fin da ragazza ho consumato le pagine dei molteplici romanzi rosa di mia nonna. Per me una storia d’amore era un elemento fondamentale in qualunque libro leggessi o serie o film vedessi. Senza di essa provavo quel senso di incompletezza come quando si beve una cioccolata senza panna.

Tra l’altro anche sulle storie d’amore avevo le mie preferenze. Per essere davvero coinvolta dalle vicende dei due innamorati, la storia doveva essere travagliata, colma di ostacoli e di divisioni.

Da un certo punto di vista, non c’è poi così tanto da stupirsi. In fondo le più grandi storie d’amore sono un dramma continuo.

Basti pensare a Renzo e Lucia, che per sposarsi devono attendere ben trentotto capitoli; Romeo e Giulietta che, a causa dell’odio tra le loro famiglie, sono costretti a un matrimonio segreto, seguito da una morte inutile quanto ingiusta; Paolo e Francesca, innamoratisi troppo tardi e vittime del medesimo carnefice; Heathcliff e Catherine, la cui passione al di là di ogni convenzione sociale continua anche dopo la morte; Dan e Serena, che devono aspettare ben sei stagioni per convolare a nozze.

Molti altri sono gli esempi. Perciò diciamo che non è poi così strana questa mia passione per gli amori difficili.

Proprio per questo anche dei miei amati k-drama (ormai lo sapete che ho una predilezione per le produzioni asiatiche) le serie che mi hanno maggiormente emozionato, facendo accelerare i battiti del mio cuore e guadagnare una fortuna ai produttori di fazzoletti, sono appunto quelle in cui i due protagonisti sono divisi da innumerevoli barriere e, solo dopo innumerevoli sofferenze, riescono a trovare il loro lieto fine.

Crash Landing on You. Ph courtesy of Netflix

Son Ye-jin in una scena di Crash Landing on You. Photo: courtesy of Netflix.

Uno di questi è Crash Landing on You, un drama di 16 episodi di 70 minuti circa ciascuno, disponibile su Netflix.

Crash Landing on You racconta una delle storie d’amore più improbabili del mondo. La storia d’amore tra Yun Se-ri, una bellissima e intraprendente donna in carriera sudcoreana, interpretata da Son Ye-jin (Something in the Rain, A Moment to Remember) e Ri Jeong-hyeok, ufficiale dell’esercito nordcoreano, interpretato da Hyun Bin (Memories of the Alhambra, Secret Garden).

La giovane viene sorpresa da una tempesta, mentre sta facendo parapendio, e precipita in Nord Corea, dove incontra appunto Ri Jeong-hyeok.

Considerati i rapporti tra le due Coree, divise fin dal 1945, una storia d’amore del genere si presenta immediatamente come impossibile. Infatti, appena è uscita su Netflix ho aspettato un po’ di tempo prima di vederla. Ero certa che avrebbe incontrato il mio gusto e sarebbe diventata una dipendenza. Per questo ho atteso, di modo da potermela godere con calma. E tale attesa non è stata vana.

La storia principale è bellissima. Il rapporto tra i due protagonisti cresce disavventura dopo disavventura, regalando continue e inaspettate emozioni (che nel mio caso si sono tradotte in infinite lacrime e mascara sciolto, finché non sono passata al waterproof). Man mano che procede la narrazione scopriamo i lati più nascosti del loro carattere e ce ne innamoriamo sempre di più.

È anche grazie ai personaggi secondari se i due protagonisti sono così riusciti da suscitare l’approvazione e l’affetto degli spettatori. Il coraggio e la lealtà di Jeong-hyeok risaltano maggiormente grazie ai suoi commilitoni, i quali, assieme alle donne del villaggio, riescono a smorzare i momenti più drammatici della storia. Lo stesso vale per le doti di Se-ri, prima fra tutte l’arte di arrangiarsi, grazie alla quale riesce a farsi benvolere da tutti nello sperduto villaggio nordcoreano.

Hyun Bin in una scena di Crash Landing on You. Photo: Lim Hyo Seon.

Oltre alla storia d’amore, il drama tocca altre storie e altri temi.

Quello che maggiormente mi ha colpito è l’insistenza sul contrasto tra le due Coree: una, quella del Nord, spesso così priva di comodità (nel villaggio in cui abita il capitano Ri l’elettricità non è sempre fruibile, ci si deve lavare in una tinozza in cui l’acqua è stata precedentemente riscaldata), ma allo stesso tempo pervasa da valori semplici, amore per la vita e solidarietà umana; l’altra, quella del Sud, estremamente occidentalizzata, contaminata dal lusso e dal consumismo, in cui si cerca di ottenere il potere con i mezzi più biechi.

Non è che nella Corea del Nord non vi siano personaggi schiavi del denaro e disposti a tutto pur di affermarsi, ma il ritratto che ne fuoriesce è di un passato ormai lontano in cui si riescono ad apprezzare meglio le piccole cose della vita.

Altra bellissima componente del drama, oltre agli outfit mozzafiato di Se-ri, è quella musicale. La musica ha, come sempre nei drama coreani, un valore semantico: contribuisce a creare patos nelle scene più coinvolgenti dal punto di vista emotivo, contribuisce a smorzarlo nei molteplici siparietti comici creati dalla truppa dei fedelissimi del capitano Ri.

Anche la sceneggiatura è veramente ben studiata: molte le frasi pronunciate dai personaggi che invitano a riflettere sulla condizione umana e su valori che vanno sempre più perduti.

Consiglio vivamente la visione di questo drama che, oltre a commuovere a più riprese, si presenta come un fiore che sboccia nelle avversità. E che proprio per questo è il più raro e il più bello.

Francesca Meraviglia


TRAILER ORIGINALE

Foto: courtesy of Netflix