Alla scoperta di The Kids Aren’t Alright: nove artisti un’inquietudine in comune, in mostra fino al 13 giugno 2020.

the kids aren't alright locandina mostra

La locandina della mostra The Kids Aren’t Alright.

Era febbraio quando a La rada di Locarno s’inaugurava The Kids Aren’t Alright, la nuova mostra d’arte che ci doveva accompagnare sino all’arrivo della primavera locarnese, stagione rinomata per il suo fermento culturale. All’improvviso invece tutto si è fermato. L’emergenza Coronavirus ha congelato le nostre abitudini, ci ha costretto in casa, privandoci della socialità e della consueta dose di bellezza. Parlo di quella bellezza che solo una mostra sa regalarci, fatta di stimoli e sensazioni, tutti unici e personalissimi. Ecco allora che oggi ci soffermiamo proprio su quell’esposizione in riva al Lago Maggiore, rimasta sospesa nel tempo a due settimane dall’inaugurazione, in attesa di ri-accoglierci da maggio al 13 giugno.

The Kids Aren’t Alright è una collettiva di pittura dal respiro internazionale. Sono nove artisti contemporanei, nati tra gli anni ‘80 e ’90, anche detti Millennial, provenienti da Svizzera, Polonia, Italia e Giappone. Un ponte tra geografie diverso dal solito e proprio per questo che vale la pena esplorare. Un raffronto che indaga le reazioni di giovani della medesima generazione uniti da un senso d’instabilità e malessere verso un futuro che è stato loro promesso, ma si è rivelato inesistente.

La rada, Locarno, veduta dell'esposizione The Kids Aren't Alright

La rada, Locarno, veduta dell’esposizione The Kids Aren’t Alright.

Come dice il titolo, questi ragazzi non stanno bene. E come potrebbe essere altrimenti, con le notizie che si sentono da troppi anni al telegiornale?

Curata da Elisa Rusca, la collettiva si snoda nei vari ambienti dello spazio espositivo in un percorso vario che non può lasciare indifferente chi guarda.

Sono le opere di Naoki Fuku, Mathis Gasser, Séverine Heizmann, Maja Kitajewska, Mikolaj Malek, Malgorzata Mirga-Tas, Yoan Mudry, Marta Ravasi e Luca Rossi Dossi (non per forza in quest’ordine) a succedersi e, con la loro unicità, a stimolare lo sguardo del visitatore. Lavori accomunati da un medium classico come la pittura su tela e da una preoccupazione, un’ansia declinata da ognuno in base al proprio background storico, culturale, familiare.

La rada, Locarno, veduta dell'esposizione The Kids Aren't Alright

La rada, Locarno, veduta dell’esposizione The Kids Aren’t Alright.

È il caso di Naoki Fuku (nato a Tokyo, ora di stanza a Basilea) che esprime la propria arte utilizzando la tecnica tradizionale giapponese per approdare a un dipinto che è anche performance (un assaggio nel video dell’inaugurazione che trovate qui in chiusura – in mostra, invece, ne potrete vedere un altro). O il caso di Malgorzata Mirga-Tas, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Cracovia, di origine rom, nei cui dipinti, che sfruttano la tecnica del collage e del patchwork, confluisce non sono la storia di un popolo ma, in primis, quella della sua famiglia e degli abiti dei suoi parenti, a cui da una seconda vita incorporandoli nei propri quadri.

Ci sono, poi, un paio di lavori di Maja Kitajewska, anche lei polacca, che portano con sé molto della propria autrice. In particolare, l’autoritratto che visto da lontano sembra un’opera che accarezza l’astratto, grazie ad un gioco di riflessi creato da perline in vetro e paillettes che lei stessa dipinge a mano e cuce sulla tela (nulla è incollato). Una rappresentazione con un movimento inconsueto.

Maja Kitajewska, Autoritratto, 2020, tecnica mista con perline di vetro, 46 x 38 cm Courtesy of the Artist and Galeria Szydlowski, Warsaw

Maja Kitajewska, Autoritratto, 2020, tecnica mista con perline di vetro, 46 x 38 cm. Courtesy of the Artist and Galeria Szydlowski, Warsaw.

Dicevamo che insieme agli autori in arrivo dall’estero ci sono anche giovani talenti elvetici e della vicina Italia. Tra questi, ma non solo, chiudiamo la nostra carrellata citando Yoan Mudry di Losanna, premiato nel 2019 con un Cahier d’Artistes di Pro Helvetia proprio per la serie di quadri ora esposta a La rada. Opere iperrealiste, che riprendono le copertine dei libri, di grandi dimensioni, in prestito da una collezione privata.

The Kids Aren’t Alright ci offre una panoramica delle nuove tendenze artistiche e fa del contrasto di toni il suo punto di forza: dal pop al graffiante, dall’intimo e soffocato al bucolico e carino (ma non sempre tutto è come sembra).

Dati gli ultimi avvenimenti, che hanno sconvolto il nostro quotidiano e reso incerto il futuro, a noi pare un buon punto di partenza per uscire di casa e andare ad una mostra in Ticino. Piccola, accattivante, diversa.

Vissia Menza

Ecco la performance del 21 febbraio 2020 di Naoki Fuko, con alle percussioni Davide Merlino

(Continua dopo il video)

INFORMAZIONI UTILI

The Kids Aren’t Alright
22.02 – 13.06.2020

Dove: La rada, via della Morettina 2, Locarno
Orari: tutti i giorni dalle 14.00 alle 19.00
Biglietti: ingresso libero
Mappe e approfondimenti sul sito: www.larada.ch
Catalogo: in loco è disponibile un volume a edizione limitata (100) con focus e immagini delle opere esposte.

Nota: data l’emergenza sanitaria in corso e le nuove norme d’igiene e distanziamento, è richiesto di indossare la mascherina durante la visita.

 

Si ringrazia la curatrice per la disponibilità e il supporto.