Dilili a Parigi: scheda, recensione e trailer del nuovo film di animazione di Michel Ocelot al cinema dal 24 aprile 2019.

Dilili a Parigi poster film

La locandina italiana del film Dilili a Parigi

SCHEDA FILM

TITOLO ORIGINALE: Dilili à Paris
REGIA: Michel Ocelot
DURATA: 95 min.
DISTRIBUTORE: Bim Distribuzione, Movies Inspired
DATA DI USCITA: 24 aprile 2019


RECENSIONE FILM

Nella Parigi della Belle Epoque, la piccola Kanak Dilili, in compagnia di un giovane fattorino che gira su un triciclo, indaga sul misterioso rapimento delle ragazze della città. I due, aiutati da uomini e donne straordinari, faranno incontri inaspettati e scopriranno sulla loro pelle il vero senso della libertà.

Una scena del film Dilili a Parigi - Photo: courtesy of BIM Distribuzione

Una scena del film Dilili a Parigi – Photo: courtesy of BIM Distribuzione

Con Dilili a Parigi Michel Ocelot torna a mettere in scena una favola sull’infanzia

20 anni fa Kirikù e la strega Karabà era stato il suo esordio, prezioso gioiello d’animazione di una poeticità e delicatezza davvero rare che gli diedero risonanza mondiale. Il suo nuovo lavoro è una delizia per gli occhi, una storia di coraggio ma anche un affresco impietoso della società di oggi, raccontato attraverso quella di ieri.

Misoginia, sottomissione, minacce terroristiche, intolleranza, razzismo, sono solo alcune delle brutture del mondo con cui la piccola Dilili si troverà a fare i conti. Ma il prezioso messaggio di Ocelot è che curiosità e determinazione possono salvare il mondo. Tutto il male del pianeta non potrà mai contrastare la straordinaria lucentezza delle menti brillanti che hanno popolato quell’epoca (e che popolano il film) come Marie Curie, Toulouse Lautrec, Gustave Eiffel, Picasso, Proust e tanti altri uomini e donne geniali – la lista è infinita –  veri e propri antidoti umani al male.

Una scena del film Dilili a Parigi - Photo: courtesy of BIM Distribuzione

Una scena del film Dilili a Parigi – Photo: courtesy of BIM Distribuzione

Tutto in quest’opera è vivo, pulsante, colorato (solo in alcuni passaggi leggermente ridondante), proprio come la protagonista e i suoi amici. E’ un film che vuole essere un’ancora di speranza in tempi raramente così bui, un inno alla parità fra donne e uomini, una dichiarazione d’amore a Parigi e alle donne, che per Ocelot sono “principesse, regine e fate”. Il regista – attraverso le parole di Marie Curie – ci ricorda che “non dobbiamo retrocedere”, e l’unica cosa che può farci guardare avanti è l’amore per la cultura.

La grande abilità di Ocelot sta nel riuscire a non rendere brutale un film che parla di veri orrori, così da renderlo adatto a tutti, per far riflettere tanto i grandi quanto i più piccoli.

“Tutti gli autori di libri, gli ideatori di spettacoli e di giochi hanno un potere, il potere di fare del bene o del male”.

Questa la missione del regista, che ancora una volta attraverso una fiaba ci mette in guardia verso i lati più oscuri dell’umanità, che appartengono a tutti noi, quando non sappiamo riconoscere la luce.

Margherita Giusti Hazon


TRAILER ITALIANO