65° Festival di Cannes: il nostro diario e qualche cartolina dalla Croisette

Non potevamo farci mancare, in questo anno ricco di festival cinematografici, un approdo sulla Croisette più famosa d’Europa: siamo a Cannes con 24 ore di anticipo, perchè qui non si scherza e con più di 4000 giornalisti presentatisi all’appello non è difficile immaginare che vi sia qualche fila da fare, che l’accesso alle proiezioni pretenda attese più lunghe del solito e molti imprevisti (tra i quali anche troppi furti) di cui vi abbiamo raccontato e racconteremo alla fine della kermesse.

Lo sconforto non ci appartiene e l’atmosfera è troppo magica per lasciarci abbattere – come si fa con la splendida Marilyn che ci accompagna in ogni dove? – quindi dopo aver preso il nostro kit di sopravvivenza ci concediamo una passeggiata sulla promenade e scattiamo qualche cartolina ricordo degli ultimi preparativi, perché si avverte che la quiete di oggi 15 maggio da domani sarà scalzata da una folla agguerritissima pur di ottenere una foto coi propri beniamini.

Ebbene si, qui è attesa una buona fetta di Hollywood e nessuno ha intenzione di lasciarsela scappare, il turista (e non solo) è infatti armato di macchina fotografica e state ben attenti a non invadere il loro raggio di azione, ah!

Immagini delle nostre prime 24 ore a Cannes  e sulla Croisette

Ed ora passiamo  alle categorie e rispettive pellicole che abbiamo deciso di esplorare in questa edizione 2012 (cliccando sui titoli troverete l’approfondimento dedicato ad ogni opera)

LA COMPETITION

Amour – Michael Haneke incanta Cannes 2012 con un film diverso e coraggioso che si è meritato la Palma d’Oro. Jean-Louis Trintignant e Emmanuelle Riva, da soli, in poche stanze ci raccontano la malattia, l’amore, la vita e la morte. Un’opera dolce e sincera davvero toccante recuperata mesi dopo a cui abbiamo dedicato qualche riga qui.

Holy Motors – Leos Carax presenta il suo nuovo film in concorso al Festival di Cannes 2012. L’opera non lascia indifferenti le persone in sala che dipingeranno il regista come un artista visionario o come una persona un po’ folle a seconda dei casi. Di fatto la curiosità aumenta di giorno in giorno e si dovrà attendere sino al festival del Film di Locarno per avere una seconda possibilità di confrontarsi con la pellicola ed il suo autore, contesto in cui verrà premiato col Pardo d’Onore Swisscom. La domanda ora è se sia davvero compreso dai più o sia tutta una farsa… il nostro approfondimento è qui.

Jagten (The Hunt) – Il regista danese Vinterberg, (che molti ricorderanno per “Festen”) presenta qui a Cannes la sua  nuova potente opera, The Hunt, che potrebbe provocare non pochi interessanti approfondimenti. Una moderna caccia alle streghe che prende il via grazie al rapido diffondersi delle notizie all’interno di una piccola comunità che potrebbe essere ovunque. Lucas, il nostro protagonista, nonostante tutti gli sforzi per rifarsi una vita, dopo il difficile e poco consensuale divorzio, verrà letteramente travolto dal peggiore dei sospetti, un’esperienza che segnerà indelebilmente la sua esistenza e che ci ha imposto una riflessione prima di scrivere l’approfondimento che potete leggere cliccando qui.

Lawless – Tipica storia americana, epica anzi incalzante, ambientata durante il proibizionismo in uno dei tanti paesi isolati, dove l’alcool farà scorrere fiumi di sangue ed i bossoli non si conteranno più ancora prima che finiscano i titoli di testa. Un cast da capogiro diretto alla perfezione da un John Hillcoat in forma grazie (forse) ad un inaspettato script perfettamente ritmato nelle parole e nelle note scritte dal grande Nick Cave, che ci ha qui stupiti con una sceneggiatura dominata da scene crude senza mai scivolare nello splatter. Tenere una platea desta ed attenta alle prime luci del mattino non è cosa semplice soprattutto quando il festival sta facendo il suo giro di boa, ma questa pellicola ha ampiamente superato la prova.

Like Someone in Love Il nuovo attesissimo film del cineasta iraniano ha fatto il pienone! La curiosità su cosa volessero dire le poche righe di sinossi era molta. Una giovane donna ed un signore anziano si incontrano, lei non lo ha mai visto prima, lui crede di sapere tutto di lei. Nulla in comune ma un nuovo legame all’orizzonte? Ecco la domanda che ha fatto rimanere tutti in sala sino alla fine della proiezione ed è tutto quello che rivelerò oltre all’approfondimento qui ;)

Moonrise Kingdom –  A Wes Anderson, ed al proprio cast presente pressochè al completo, l’onore di aprire le danze dei film in concorso di questa 65ma edizione del festival.  Noi la pellicola l’abbiamo vista alla mattina indossando comodi jeans e maglioncino, senza alcun riflettore puntato ;) La tipica opera alla Anderson, esattamente come ve la aspettereste da una persona dotata di una attenzione al particolare davvero maniacale, amante delle caricature, del colore, del sottile umorismo e dotata di intelligenza tale da evolversi costantemente ed avvalersi di una squadra che, pellicola dopo pellicola, si consolida sempre di più.

On the Road – Walter Salles approda sulla Croisette portando in concorso il suo nuovo film: la trasposizione su grande schermo di un libro che è stato il manifesto di molte generazioni, un inno alla libertà, al viaggio ed alla scoperta, ma anche ricco di sregolatezze, eccessi e follie. Visibile il grande impegno, rispettate le pagine di Kerouac, ma il risultato è senz’anima. Qui il nostro pensiero.

Reality – Unico esponente del Bel Paese in gara, il nostro Matteo Garrone, ci impone una levataccia, ma stoici andiamo a supportare la bandiera e ci ritroviamo in una confortevole sala di fronte ad una pellicola decisamente differente dalla precedente che racconta di una Italia che esiste e non vogliamo vedere, perché forse troppo reale e triste. Il film presenta imperfezioni e molti si aggrappano ad esse per non concedergli una chance, il timore però è che si siano immedesimati in troppi e ciò non sia piaciuto. E a noi? L’approfondimento lo trovate qui :-)

The Angels’ Share – Il premio della giuria va al film sceneggiato da Paul Laverty e diretto da Ken Loach. Una storia di giovani senza speranze ai quali si presenta l’occasione della vita, ma per agguantarla dovranno superare qualche crisi di coscienza. Una commedia dall’alto tasso alcolico, dolce e amara, metafora dell’epoca che stiamo vivendo, ma che non rattristerà il pubblico in sala. Da vedere, con l’avvertenza che in lingua originale il sottotitolo è fondamentale. Noi l’abbiamo recuperato alla sua uscita italiana, e qui trovate il nostro approfondimento.

UN CERTAIN REGARD

AntiviralIn attesa di vedere la nuova opera di David curiosiamo su cosa facciano gli altri membri della famiglia Cronenberg ed è così che decidiamo di dedicare due ore al film del figliuol prodigo Brandon. Impressionante la familiarità con gli strumenti del mestiere che ha il regista, buona (anche se non nuova) l’idea ma il ritmo è mal calibrato, la ricerca di una approvazione paterna troppo palese e lo studio della storia di famiglia pure. Il ragazzo pare avere la manualità, ma non ancora il tocco per dare vita a pellicole come quelle che il padre ci ha regalato in passato (continua qui)

Mystery Frequentare la seconda proiezione stampa della giornata presenta alcuni vataggi, tra i quali quello di entrare in sala senza alcuna speranza, più per curiosità che non per confutare qullo che si è carpito per i corridoi dei Palais. Ed è con questo spirito che abbiamo affrontato il bistrattato Mystery che invece si è rivelato migliore di altre ben più blasonate pellicole. Come preannuncia il titolo siamo difronte ad un mistero che ben più di una volta crederemo risolto (continua qui).

7 Days in Havana – A Cannes è stata presentata anche un’opera corale, un progetto a cui hanno preso parte sette registi che si sono recati all’Havana per immortalare, ognuno col proprio spirito, ciò che, di questa città che oggi sta (e deve) cambiare, li ha colpiti maggiormente. Un fermo immagine della transizione di un popolo confinato su un’isola che pare quasi fuori dal mondo. Ne è emerso un ritratto caldo, colorato, profumato, sensuale, triste e tragico, di grande dignità e decisamente carico di stereotipi che nessuno, da ambo le parti, pare avere intenzione di demolire, perchè l’Avana a tutti piace così! (continua qui)

SPECIAL SCREENINGS

Roman Polanski: a film MemoirDocumentario attesissimo e presentato sulla Croisette con sole poche ore di differenza rispetto al nostro Paese che quindi si imporrà tra i primi film da approfondire. Vi anticipiamo che il taglio intimistico non ce lo aspettavamo così come la commozione del protagonista a tratti quasi fastidiosetta. La distanza tra noi e lo schermo si è avvertita a più riprese e la fotografia della carriera non ci è parsa completa pur ammettendo che focalizzare su come il regista sia arrivato dietro la macchina da presa sia stato intrigante.

Mekong Hotel – Film atteso, per il cui accesso in sala si è combattuto ma non ne è valsa la pena se non per vedere una platea fuggire e/o addormentarsi. Troppo distante dal nostro palato (forse) per venire apprezzato, quest’opera dalla durata esigua, non ci offre grandi interpretazioni o un soggetto che sia memorabile, vediamo solo un quieto scorcio del fiume Mekong nel tratto a nord della Thailandia.  Siamo per lo più su una terrazza ed assisitiamo ad un dialogo lento e piuttosto confuso. Se volete saperne di più cliccate qui.

OUT OF COMPETITION

Io e Te – Bernardo Bertolucci svela a Cannes “Io e Te”, la sua nuova pellicola (e in questo caso si può proprio dire!). Un film con due protagonisti giovani e di talento alla loro prima esperienza che ci incantano recitando da soli in una cantina per tutto il tempo. Tratto da un romanzo di Niccolò Ammaniti, recuperato in madre patria, questo è un film da vedere. I nostri appunti li trovate qui.

Madagascar 3 Nella cornice del famoso cinema Lumière, in compagnia della comunità anglofona al completo, ci siamo goduti, indossando gli oramai immancabili occhialini 3D, il rocambolesco e divertente rientro in patria (attraverso la cara e vecchia europa) di Alex, Marty, Gloria e Melman. Il tempo passa, i nostri beniamini crescono e cambiano… una parabola sulla vita in cui i più grandicelli oltre a ridere potrebbero pure immedisimarsi. Godibilissimo e meritevole di ulteriori righe che troverete qui.

CANNES CLASSICS – DOCUMENTAIRE

Woody Allen: a Documentary  – Il primo giorno di festival dovevamo pur farci un regalo e cosa meglio di un documentario su uno dei cineasti che hanno contribuito a far crescere il nostro amore per la celluloide? Un interludio pomeridiano che ci ha offerto molte risate mentre ripercorrevamo una carriera lunga ben quarant’anni ma che (grazie al cielo!) non pare si stia affievolendo, anzi è inarrestabile ascesa. Qualche riga in più qui.

 FILM MARKET

Warhouse Un giovane militare si sveglia in una casa che solo apparentemente è la sua, la tavola è apparecchiata per una colazione che verrà interrotta dall’ingresso in scena di un rozzo mostro. Ogni giorno il medesimo teatrino sino a quando il ragazzo troverà un diario, la cui lettura rivelerà non poche brutte sorprese. Chi sono le strane creature che lo attaccano? Come è finito in siffatta prigione dorata? Ma soprattutto vi è una via per la salvezza?

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