BRIDGERTON 2: su Netflix è arrivata la nuova stagione!

Su Netflix dal 25 marzo 2022 è disponibile la stagione 2 di Bridgerton.

La locandina italiana della stagione 2 di Bridgerton.

Questa settimana, cari lettori, mi va di cominciare così. Con una domanda.

In amore contano di più gli sguardi o le parole?

Per quanto mi riguarda, malgrado sia dell’idea che non bisogni “mai sottovalutare una lettera ben scritta”, come diceva Bernadette ne Il Club Jane Austen, uno dei miei film preferiti, penso che un unico sguardo possa essere più eloquente di miliardi di parole.

Ed è proprio sugli sguardi che si fonda questa seconda stagione di Bridgerton, tratta dal secondo libro della serie regency di Julia Quinn, Il Visconte Che Mi Amava, disponibile in streaming su Netflix dal 25 marzo 2022.

Vi chiederete: come mai questo articolo arriva ben oltre due settimane dall’uscita della serie?

Non crediate che sia perché ho finito di guardarla ieri. Anzi, non solo ho iniziato a vederla appena uscita, ma ho anche rivisto la prima stagione qualche giorno prima per essere più preparata.

Ebbene, ho volutamente atteso di scrivere di questa seconda serie per farmi un’idea precisa degli aspetti su cui si sarebbero maggiormente concentrati i commenti del popolo del web.

Ma prima di scoprirli insieme a voi facciamo un passo indietro per tratteggiare una breve sinossi della serie.

Il nuovo protagonista di Bridgerton 2 Jonathan Bailey che veste i panni di Anthony Bridgerton qui nel primo episodio della stagione. Cr. Liam Daniel/Netflix © 2022.

Se protagonista della prima stagione di Bridgerton era la quarta figlia, Daphne (Phoebe Dynevor), personaggio principale di questa seconda è il primogenito, Anthony (Jonathan Bailey), che abbandonato l’abito di libertino si accinge a prendersi le sue responsabilità di capofamiglia e ad assicurarsi una discendenza degna di un visconte prendendo moglie.

La sua scelta cade, infine, sul “diamante” di questa nuova stagione di balli e soirées, una giovane appena tornata in Inghilterra dall’India, Edwina Sharma (Charithra Chandran). Peccato che per poter ottenere la mano della dolce Edwina, il povero Anthony dovrà cercare di conquistarsi le simpatie di sua sorella maggiore, Kate (Simone Ashley), che fin da subito gli si mostra ostile.

Ma si sa che il confine tra odio e amore è sempre tanto sottile e il passo verso un accattivante triangolo amoroso è breve. E sarà con numerosi sussulti e accelerazioni di battito che scopriremo chi tra le due sorelle Sharma si aggiudicherà il cuore del visconte.

Per quanto mi riguarda ho trovato molto più appassionante questa seconda stagione rispetto alla prima, che, come sa chi ai tempi aveva letto la mia recensione, non mi era granché piaciuta e che avevo in parte stroncato per l’eccessiva presenza di scene di sesso.

Ecco, ne Il Visconte che Mi Amava le scene di sesso sono molto meno, ma non per questo si può definire meno sensuale. Anzi, la tensione sessuale tra i personaggi è maggiormente evidenziata proprio per l’esiguità di tali scene.

Simone Ashley e Jonathan Bailey in una scena dell’episodio 4 della seconda stagione di Bridgerton. Cr. Liam Daniel/Netflix © 2022.

Non è da me, ma spezzerò una lancia a favore della prima stagione.

In quanto prima aveva in mano le sorti di tutte le altre stagioni (dovrebbero essere otto, a meno di cancellazioni o variazioni) e pertanto è comprensibile che abbia puntato maggiormente su quell’aspetto erotico che appartiene già di per sé al genere regency e che piace parecchio alle generazioni di oggi che amano più parlare di sesso che farlo.

Inoltre, protagonista della prima stagione era Daphne, una giovane che dopo il debutto si trasforma da fanciulla a donna, pertanto anche il suo passaggio da vergine illibata a donna che esprime il suo amore e la sua passione anche dal punto di vista carnale richiedeva un’attenzione maggiore a questo aspetto.

Invece, la storia di Anthony si muove su un piano del tutto differente. Il passaggio è antitetico rispetto a quello della sorella. Anthony è un ex libertino, più che esperto frequentatore delle pratiche del Kamasutra, che si trova a imparare il significato più profondo della parola amore.

Se da una parte questa seconda stagione parte parecchio avvantaggiata rispetto alla prima, proprio perché è la seconda (la storia, i personaggi, le scelte di regia hanno già ottenuto successo), d’altra parte si ritrova a doversi dimostrare all’altezza delle aspettative degli spettatori.

Shelley Conn, Ruth Gemmell, Adjoa Andoh nell’episodio 7 di Bridgerton 2. Cr. Liam Daniel/Netflix © 2022.

Impresa che non è affatto poco ardua!

Prima di tutto perché nella seconda stagione manca quel grande mistero dietro l’identità di Lady Whistledown, che era stato il punto di forza della prima.

Eppure, anche senza questo tratto, la seconda stagione non si mostra meno appassionante.

I vecchi personaggi, cui siamo ormai affezionati, non ci deludono (cosa che poteva benissimo accadere): ritroviamo la sgraziata adorabile Eloise (Claudia Jessie), cui tocca il debutto in società, sempre alle prese con il tentativo di scoprire chi si cela dietro Lady Whistledown; ritroviamo Benedict (Luke Thompson) sempre più artista e libertino; ahimé, ritroviamo anche Colin (Luke Newton), sempre più stordito e credulo; rivediamo la meravigliosa coppia di “dee ex machina” formata da Lady Bridgerton (Ruth Gemell) e Lady Danbury (Adjoa Andoh).

Immancabili e intramontabili anche le Faetherington: tra cui spiccano la madre Portia (Polly Walker) per la sua perfetta figura a clessidra e i suoi piani machiavellici e la terzogenita Penelope (Nicola Coughlan), degna figlia della sua degna madre.

Oltre a queste vecchie conoscenze, nuovi personaggi si aggiungono, tra cui ovviamente risaltano le due sorelle Sharma, la cui origine indiana non fa che rendere più variegato il mosaico etnico della serie, e il nuovo lord Faetherington (Rupert Young), che non resterà certo in seconda fila.

Rupert Young (Lord Jack Featherington) in una scena dell’episodio 2 della seconda stagione di Bridgerton. Cr. Liam Daniel/Netflix © 2022.

Restano come sempre le musiche moderne riadattate all’epoca regency, come Wrecking Ball di Miley Cyrus e You Oughta Know di Alanis Morisette, i colori pastello degli abiti dei Bridgerton e quelli più accesi delle Faetherington e ovviamente i resoconti quotidiani di Lady Whistledown.

Uno solo resta il grande assente. Proprio colui che ci aveva tanto fatto palpitare nella stagione precedente. Il Duca. Eh sì, l’autore interprete di Simon Basset, duca di Hastings, Regé-Jean Page, ha preferito dedicarsi al cinema.

Un anno fa ci saremmo strappati i capelli al pensiero di una serie senza di lui. E invece, alla luce di questa seconda stagione non lo rimpiangiamo neanche per un secondo.

Il buon Anthony si rivela, infatti, un personaggio altrettanto problematico e interessante (e molto più simpatico senza la compagnia di una certa cantante lirica). Poi il taglio delle basette ha sicuramente contribuito a migliorarne l’immagine.

Non dico nulla di più sulle due Sharma (ma quanto sono belle!) per non farvi ulteriori spoiler e vi lascio alla visione della serie o, se l’avete già vista, a scrivere la vostra su questo secondo capitolo di Bridgerton.

Alla prossima con un’altra serie (speriamo sudcoreana)!

Francesca Meraviglia


TRAILER ITALIANO UFFICIALE

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