BLACK WIDOW: la genesi dell’avenger Scarlett Johansson nel più “familiare” dei film Marvel

Recensione di Black Widow, il nuovo film dell’universo Marvel al cinema dal 7 luglio 2021.

La locandina italiana del film Black Widow.

SCHEDA DEL FILM

REGIA: Cate Shortland
CAST: Scarlett Johansson, Florence Pugh, David Harbour
DURATA: 133 min.
DATA DI USCITA: 7 luglio 2021 (cinema) 9 luglio (Disney+)
DISTRIBUZIONE: The Walt Disney Company


RECENSIONE

Dall’ingannevole infanzia in Minnesota all’addestramento nel KGB sovietico, fino a diventare membro degli Avengers: le radici di Natasha Romanoff aka Black Widow (Scarlett Johansson) e la sua lotta, insieme alla sorellina Yelena (Florence Pugh), per smantellare un piano criminale che utilizza una tratta di ragazzine e il controllo mentale per creare un esercito di inarrestabili “vedove armate”.

Black Widow/Natasha Romanoff (Scarlett Johansson) in una scena del film BLACK WIDOW. Photo courtesy of Marvel Studios. ©Marvel Studios 2021. All Rights Reserved.

Il nuovo tassello del Marvel Cinematic Universe è Black Widow, ritardato dalla pandemia ed ora in sala per trascinarci nei tormenti della Avenger più famosa e longeva, attraverso un racconto che si differenzia nettamente dal corso prestabilito Marvel, nei suoi intenti molto meno battaglieri e di lotta serrata al villain, molto più esplorativi delle dinamiche personali e familiari della protagonista e della giovane sorella, una new entry interpretata con la giusta spavalderia dall’esordiente – nel mondo supereroico – Florence Pugh.

La regia è dell’australiana Cate Shortland, il setting temporale quello tra le randellate di Captain America: Civil War (2016) e l’epico superdramma di Avengers: Infinity War (2018), momento perfetto di calma apparente per sprigionare le necessità narrative di Black Widow, che sposta l’attenzione dalla famiglia acquisita degli Avengers a quella vera e propria (si fa per dire) della Romanoff.

Yelena (Florence Pugh) e Black Widow/Natasha Romanoff (Scarlett Johansson) in una scena del film BLACK WIDOW. Photo: Film Frame. ©Marvel Studios 2020.

Senza dimenticare però che non c’è tregua per un supereroe, perché un piano malvagio è sempre pronto: si tratta di quello dello “schiavista” russo Dreykov (Ray Winstone) che trasforma le giovani rapite in soldati marionette senza libero arbitrio. Non un cattivo indimenticabile, per usare un eufemismo.

Ad aiutare una Johansson in riserva di voglia-di-Marvel ci sono l’ironia a tratti un po’ forzata di David Harbour, la grazia di Rachel Weisz e un personaggio accattivante, da non spoilerare, interpretato da Olga Kurylenko.

A rallentarla un copione che, al netto della già citata ode alla famiglia in tutte le sue strampalate forme, sembra un atto dovuto per appioppare anche alla Vedova Nera il suo personale approfondimento, senza chissà quale sostanza, necessità o parabola umana od eroica sottostanti. Un passaggio burocratico e schematico più che un’avventura identitaria, che non fa un figurone e non esalta, rinunciando (o non riuscendo) a giocare con la fantasia e le potenzialità fumettistiche come l’ottimo seriale WandaVision.

Black Widow lascia infatti la netta sensazione di essere un cinecomic interlocutorio, più un mezzo per archiviare un personaggio che per celebrarlo.

Luca Zanovello


TRAILER UFFICIALE ITALIANO

Foto: ufficio stampa.

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