Recensione di Calibre, il film con Jack Lowden e Martin McCann in streaming su Netflix. 

calibre poster film

La locandina internazionale del film Calibre.

SCHEDA DEL FILM

REGIA: Matt Palmer
CAST: Jack Lowden, Martin McCann, Tony Curran, Ian Pirie
DURATA: 101 min.
DATA DI USCITA (streaming): 29 giugno 2018
PIATTAFORMA: Netflix


RECENSIONE

Vaughn (Jack Lowden) e Marcus (Martin McCann) sono amici sin dalle scuole. Col pretesto dell’imminente paternità di Vaughn, i due decidono di trascorrere un fine settimana di caccia in solitaria e partono alla volta di un paesino remoto nelle Highlands scozzesi. Quello che avrebbe dovuto essere un tranquillo week-end, con al massimo qualche pinta di birra di troppo, però si tramuta presto in un incubo da cui non sembra esserci via d’uscita.

Calibre è uno dei titoli ripescati da quello che affettuosamente chiamiamo “deep Netflix, ossia è una di quelle opere di qualità scivolate nei meandri più nascosti del catalogo della piattaforma di cinema in streaming per lasciare spazio alle ultime chiacchieratissime novità. Nuove uscite che, ammettiamolo, dopo dodici mesi di false partenze dei set cinematografici, iniziano a vacillare quanto a quantità e qualità. 

Il lungometraggio diretto da Matt Palmer (The Gas Man – Qualcuno alla porta) è un piccolo film e, forse, proprio per questo non ti aspetti che funzioni tanto bene. Si apre in sordina, con i due ragazzi che, carichi di entusiasmo, arrivano in un luogo assai desolante, in cui la popolazione locale appare triste e per nulla accogliente. Il disagio è palpabile così come la sensazione che i problemi siano dietro l’angolo. La nebbia, il cielo grigio, i boschi a perdita d’occhio sono tutti funzionali, servono a posizionare le pedine nella giusta casella della scacchiera. E a mettere noi nel punto migliore da cui assistere al dispiegarsi della tragedia.

Difatti, non si deve attendere molto prima che accada l’imprevisto. Quello che spalanca la porta alla spirale negativa e travolge i nostri protagonisti sino a farli andare in debito di ossigeno – trascinando noi con loro. Perché quando è in preda al panico, l’essere umano è incline a compiere scelte poco assennate e ogni azione diventa peggiore della precedente, fino a quando si ritrova con le spalle al muro. A quel punto gli rimane solo l’istinto di sopravvivenza che, a sua volta, non è detto lo guidi nella corretta direzione, soprattutto all’epilogo desiderato. 

Il dramma di Vaughn e Marcus ci provoca ansia e più scorrono i minuti più la nostra speranza di un happy ending diviene un miraggio. Le loro azioni, dalle più sciocche alle più difficili, sono realistiche. Fattore che gioca non poco a favore della nostra immedesimazione, complici, di nuovo, quella fastidiosa nebbiolina e quei tronchi d’albero fitti fitti che creano l’illusione di essere finiti in un labirinto senza uscita.

Buona parte della critica a suo tempo, il film ha debuttato nel 2018 al Festival di Edimburgo, ha scomodato Hitchcock. L’attenzione del regista ai dettagli, a non far vomitare troppe parole ai propri personaggi, a creare un’atmosfera di snervante attesa, sono evidenti e confermano quanto Palmer conosca i maestri del genere. Malgrado il suo sia un ottimo lavoro, con un cast azzeccatissimo, non lo paragonerei, perlomeno al momento, ai nomi che hanno contribuito alla storia della settima arte. Di sicuro però è da raccomandare agli amanti dei thriller ben fatti. Parliamo di quei lungometraggi in cui i cazzotti e i proiettili sono pochi e proprio per questo fanno ancora più male. Perché sottendono ad un problema più grande e ci pongono domande che vanno oltre i titoli di coda. 

E voi, al posto di Vaughn e Marcus, cosa avreste fatto? echeggerà per un po’ nella vostra testa. Tenetevi pronti. 

Vissia Menza


TRAILER ORIGINALE

Calibre | Main Trailer [HD] | Netflix

 

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