Sarebbe facile cedere alla tentazione del facile gioco di parole fra l’ambientazione nella più pura “Africa Nera” e il genere a cui il romanzo di Florent Couao-Zotti appartiene (il noir). Sarebbe facile e anche profondamente semplicistico, perché in “Non sta al porco dire che l’ovile é sporco” – titolo meraviglioso, en passant – c’é qualcosa di più di un puro romanzo di azione, investigatori e delitti.

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Comincerò definendolo graffiante: la prosa asciutta – ottima la traduzione di Claudia Ortenzi e ottimo il bilanciamento con termini lasciati in lingua locale – e la trama non priva di aggressività e di una generosa dose di violenza rendono la lettura disturbante al punto giusto. Non ci si può però esimere dal sottolineare come Couao-Zotti abbia voluto ritrarre una Cotonou intrisa di sangue, droga, criminalità più o meno organizzata, corruzione. E’ evidente l’intento di critica sociale e politica, nella più nobile interpretazione del termine, cosÏ come la testardaggine del protagonista, investigatore privato con un passato nelle forze dell’ordine, rende onore a quella parte della popolazione che non si rassegna e conta su un futuro migliore.

Un cattivo che più cattivo non si può, qualche pagina di (in)sano erotismo, donne dall’apparenza angelica e il carattere di un gangster completano il quadro di un romanzo tosto, decisamente voltapagina, perfetto per l’ombrellone e per un regalo ad un appassionato del genere a cui donare una firma certamente poco nota del panorama giallistico universale.

Alfonso d’Agostino

P.S. I capitoli sono introdotti da un aforisma simile a quello che offre il titolo al romanzo. Sono tutti meravigliosi.

SCHEDA LIBRO
Autore: Florent Couao-Zotti
Titolo: Non sta al porco dire che l’ovile é sporco
Traduzione: Claudia Ortenzi
Editore: 66th And 2nd
Collana: B-polar
Pagine: 180
ISBN: 9788896538210

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