Il Concorso EXTR’A del Festival è dedicato ogni anno ai lunghi, medi e cortometraggi di registi italiani a confronto con altre culture, che hanno girato film in Africa, Asia e America Latina sulle tematiche dell’immigrazione e dell’integrazione.

LOOKING FOR KADIJA (56′) è un film nel film. Una troupe italiana ottiene i permessi per entrare in Eritrea e lavorare alla produzione di un film ispirato “alla più grande storia d’amore ed eroismo della Seconda Guerra Mondiale”. E’ la vera storia di Amedeo Guillet, ufficiale dell’esercito italiano sconfitto che decise di continuare a combattere gli inglesi a fianco dei ribelli eritrei, e del suo amore appassionato, ma non a lieto fine, per la bellissima Kadija, energica figlia sedicenne di un capo villaggio. La troupe ha 2 settimane per fare i sopralluoghi e, con il supporto di un produttore locale, trovare la protagonista femminile. I provini vengono organizzati in vecchi cinema che si chiamano Roma o Dante o Dolce Vita.

1 - Looking for Kadija 1

Il dietro le quinte della ricerca di un’attrice si trasforma così in occasione per conoscere la realtà dell’ex-colonia italiana. Lungo le tracce dei due amanti, fra la capitale Asmara, Massaua e tanti piccoli paesi che sembrano congelati nel tempo, le aspiranti protagoniste si raccontano: oltre ai sogni e alle aspirazioni, duri ricordi del servizio militare obbligatorio, storie di mariti e fidanzati lontani, di famiglie disperse, prima dalle guerre, poi dall’emigrazione. Intorno, ovunque, le tracce delle contraddizioni di un complicato processo di colonizzazione, prima, e di decolonizzazione, poi. Con queste interessanti premesse, ora che Kadija è stata trovata, sono davvero curiosa di vedere il film, se e quando sarà realizzato.

Già vincitore del Premio del pubblico Cinema Italia-documentari alla Festa del Cinema di Roma 2014, il regista Francesco G. Raganato si è qui aggiudicato il Premio Fondazione ACRA-CCS assegnato da una Giuria composta da accompagnatori interculturali.

2 - Looking for Kadija 2

Una menzione speciale è andata a UMUDUGUDU! Rwanda 20 ans après (35′) di Stefano Cossu. Per secoli le tribù ruandesi Hutu, Tutsi e Twa condivisero la stessa cultura, lingua e religione. Questo finché i Belgi colonizzatori se ne andarono nel 1959, dando il via ad una serie di guerre sanguinose che culminarono nel cosiddetto Genocidio del Rwanda, quando quasi uno su 7 milioni di abitanti venne sterminato nel modo più atroce sotto lo sguardo indifferente dei paesi occidentali. Oggi, dopo aver scontato la loro pena, ex assassini e sopravvissuti al genocidio sono tornati a vivere gli uni accanto agli altri negli umudugudus (villaggi).

Com’è la tua vita, quando il tuo vicino è colui che ha ucciso la tua famiglia? Uscito di prigione nel 2012, Osée nel 1994 ha massacrato più di 100 persone; ora ha chiesto perdono ed ha potuto tornare al suo villaggio natale. Coltiva abusivamente campi incolti demaniali, riuscendo a malapena a mantenere i suoi figli, perché deve prima finire di risarcire le sue vittime. Vicino a lui vive Jeanne, miracolosamente sopravvissuta al machete di Osée. A causa delle ferite alle spalle non può lavorare nei campi e come tutte le vittime riceve un indennizzo di 25$ ogni 3 mesi, che non le permetterebbero di sopravvivere se non si dedicasse alla distillazione clandestina di alcol. E altre storie, tutte così simili, in una riflessione amara sulla possibilità di perdono e di riconciliazione e sulla non facile ricostruzione della vita e della società nel Ruanda di oggi.

3 - Umudugudu-Rwanda 20 ans après

Altra menzione speciale al corto SEXY SHOPPING (20′) di Antonio Benedetto e Adam Selo.
Miah è un venditore ambulante bengalese che lavora per le strade di Bologna. La vita in Italia non è semplice e Miah si scontra ogni giorno con l’indifferenza della gente, le difficoltà economiche, gli ostacoli burocratici. Sua moglie Beauty è rimasta in Bangladesh con il figlio Jubayar e tutte quelle difficoltà non sono facili da spiegare ad una tale distanza. Miah decide perciò di raccontare alla moglie la sua vita e il suo lavoro nel Bel Paese con l’aiuto di una telecamera nascosta che lo segue nelle sue serate lavorative sotto i portici di Bologna. Costruisce così un video-diario ironico e dolceamaro della sua vita di ambulante in città.

L’associazione “Il Razzismo è una brutta storia” e le Librerie laFeltrinelli hanno inoltre assegnato a SEXY SHOPPING, attraverso una giuria di studenti universitari, un riconoscimento speciale al miglior film dedicato ai temi del razzismo e dell’integrazione.

M.P.

4 - Sexy Shopping