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E poi arriva il momento in cui mi è toccato affrontarlo. Sta per uscire il film, siamo nel pieno della settimana hot di MaSeDomani – appositamente messa in pista, tra l’altro – e mi son reso conto che lanciarmi alla disperata ricerca di qualcuno/a che ci avesse messo gli occhiacci sopra sarebbe stato un atto di palese viltà.

(certo, si può discutere sul fatto che ci siano almeno 12 classici che mi attendono sul comodino e che passare del tempo con le Sfumature sia comunque una vigliaccata, ma soprassediamo).

Mi ci sono avvicinato, dunque. Probabilmente tutti ne conoscono la trama, o un abbozzo della stessa, ma fatemela comunque riassumere per i pochi che come me siano riusciti a traguardare il 2015 senza passare del tempo con la creatura della James tra le zampe: Anastasia Steele è una studentessa americana che, per puro caso, è costretta a sostituire l’amica-coinquilina e ad un intervistare Christian Grey, miliardario 27enne che, nelle intenzioni dell’autrice, dovrebbe far vacillare persino l’eterosessualità di tutti noi. La fanciulla è vergine ma evidentemente pronta al grande passo se è vero che, dopo una sessantina di pagine di preliminari che includono vari incontri a sorpresa, e un giro in elicottero sopra Seattle, cede alle lusinghe del fascinoso amministratore delegato in una lunga notte di estasi e pluriorgasmi (e sbadigli, ma quelli son del lettore).

Balza immediatamente all’occhio del recensore la vera e propria passione che anima la scrittrice, una donna che ha deciso di fare una nuova linfa all’utilizzo della metafora:

“È un piacere rivederla, Miss Steel. La sua voce è roca e calda come cioccolato nero fuso al caramello… o qualcosa del genere.”

e, quando le cose si fanno più bollenti:

“Devo dire che, a livello fisico, è stato molto gratificante, ma a livello emotivo… be’, sono scossa dalla sua reazione, che era emotivamente appagante quanto lo zucchero filato è nutriente.”

oppure, quando l’adorabile studentessa ormai libera di ogni freno inibitore si sta dedicando a… vabbè, lo capirete da soli…, si avventa su una particolare zona anatomica dell’amante “come su un ghiacciolo delizioso“.

Ora, tralasciando che nella mia scarsissima esperienza di estati africane un Calippo possa essere definito dissetante, fresco, forse refrigerante ma caz, “delizioso” no, da trama e soluzioni stilistiche si fa strada prepotentemente una impressione: quale vorrebbe o potrebbe essere il messaggio insito nella trilogia, o – meglio ancora – che cosa potrebbe averne decretato il successo.

La risposta è: che minchia ne so. Dobbiamo veramente rassegnarci a immaginare la donna come un essere (poco) senziente alla ricerca di un parietà che sia militarmente dominatore (la frequenza con cui lui chiede “Hai mangiato?” innervosirebbe pure Dukan), miliardario, pronto per un TSO e dedito all’utilizzo di attrezzi contraddistinti da lacci-laccetti-e-nodi alla marinaia che farebbero invidia a Capitan Findus?

C’è un ultimo elemento che da attento lettore della moderna narrativa sono costretto a segnalare: c’è una evidentissima e incomprensibile distanza tra il comportamento dei due protagonisti e la loro età. E’ vero, web e startup tecnologiche hanno creato negli ultimi anni Paperon de Paperoni quasi imberbi, ma il punto non è neppure questo: è che i due parlano, ragionano e pensano in modi che si adatterebbero certamente a personaggi ben più adulti.

Temo che su questo aspetto la scelta sia stata obbligata: la James avrebbe potuto (forse, dovuto) costruire due personaggi più adulti, ma come giustificare l’inesorabile successione di coiti da adolescenti ormonatissimi? Deve essere stato un pensiero che le ha tolto il sonno, ben più dell’immaginazione – francamente piuttosto noiosa e ripetitiva – degli amplessi acrobatici della coppia.

Alfonso d’Agostino

SCHEDA LIBRO
TITOLO: Cinquanta sfumature di grigio
AUTORE: E. L. James
TRADUZIONE: Teresa Albanese
EDITORE: Mondadori
COLLANA: Omnibus
PAGINE: 548
ISBN: 978-8804623236

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