Su e giù per il Pollino con Gianni Biondillo

“Diario del Pollino” è la cronaca di un viaggio in una delle più belle terre d’Italia, e può essere iscritto alla più nobile versione delle c.d. “letterature di viaggio”, testi memorabili in cui il lettore è trascinato dall’autore e ne diventa vero e proprio compagno di avventura. Ed oltretutto è disponibile in download gratuito su Amazon.it.

Biondillo ci racconta del suo ritorno in Lucania dopo 13 anni, e descrive questa esperienza con una frase che mi è rimasta particolarmente impressa: “Torno, insomma, in un posto dove non sono mai stato.”. La sensazione di familiarità e di scoperta, il gusto di un momento già vissuto eppure nuovo, profumi già avvertiti eppure inediti: il tutto riassunto in una frase di 10 parole. Bellissimo.

Ci si muove in zone che non godono del favore turistico di molte altre, ed in molti casi è un bene: la natura (quasi) incontaminata del Pollino – il più grande parco italiano, con una estensione pari a quella dell’intera Val d’Aosta – si dipana davanti ai nostri occhi, presenta meraviglie naturali o di produzione umana come la più grande diga in terra battuta d’Europa. Grazie alla sensibilità di alcuni appassionati di bellezza nel senso più esteso del termine, veniamo a conoscenza di una delle più grandi installazioni di Anish Kapoor: “Earth Cinema” è un “taglio” scavato nella terra (45 metri di lunghezza) in cui le persone possono entrare dai due lati, godendo grazie ad una feritoia del meraviglioso paesaggio l’opera di cui fa parte.

Ed è francamente bellissimo leggere dell’incontro di Biondillo con l’imprenditore locale che ha realizzato il progetto, e che viene ringraziato dall’artista alla inaugurazione: ha lavorato praticamente al costo, ma quando una cosa deve essere fatta, va fatta.

Tra cucina ed arte, fra edifici raccontati con la passione dell’architetto e il ricordo commosso di una sfortunata poetessa (Isabella di Morra, autrice petrarchesca rinascimentale uccisa a 24 anni dai suoi stessi fratelli per via di una presunta relazione clandestina), tra antichi strumenti musicali e verdure africane trapiantate lì, quasi al centro dello Stivale, Biondillo ci regala un viaggio da compiere, una meta da aggiungere a quelle su cui spesso fantastichiamo. Un viaggio da chiudere a San Severino Lucano dove fa bella mostra La Giostra di Carsten Höller, monumento all’integrazione fra arte contemporanea e paesaggio.

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