Oh mamma che fatica! Ecco la prima frase che mi ha provocato la visione di questo film. Tom Hanks torna alla regia e alla commedia buonista, adatta a tutta la famiglia  e stra-carica di morale e buoni propositi. E’ il trionfo della fiducia e della fortuna sfacciata, un vero inno alla gioia, ma noi ci annoiamo, nonostante protagonista femminile sia il premio Oscar Julia Roberts.

Commedia romantica che si rivolge alle categorie di persone in esponenziale crescita: i quaranta/cinquantenni con vita sentimentale alla deriva e coloro che si ritrovano dall’oggi al domani senza un impiego e che probabilmente non vedranno più ri-decollare la precedente carriera, quindi, ancora una volta, il target son coloro tra i quaranta ed i cinquant’anni. In questa epoca storica dominata da (oramai) anni di crisi economica, anche il cinema si è modificato ed ha adattato ogni genere di pellicola al nuovo tessuto sociale, di conseguenza mettiamoci l’anima in pace, ci tocca sorbirci quasi due ore di goffi flirt tra i non più teen Hanks e la ex pretty woman Roberts.

 

Tom Hanks è Larry Crowne, dipendente del mese per zilioni di volte che un giorno viene licenziato con motivazioni faziose ma scottanti: “non hai prospettive di crescita, non hai una laurea, non sei allineato con i principi aziendali”. Lui nonostante lo shock torna nel suo bel quartiere, rimane calmo e saggio e con determinazione, senza fare drammi, si rimbocca le maniche: si iscrive all’università e cambia casa. Il premio sarà multiplo, una laurea, una rinnovata e scoppiettante vita sociale, nuove prospettive e soprattutto l’amore della bella e brava insegnante Julia Roberts, un po’ scorbutica ma fondamentalmente scossa da un matrimonio spento in attesa di essere archiviato. Siamo onesti, il plot si presenta davvero scontato, l’unica speranza sarebbe stato condirlo di battute sagaci e gag intelligenti. Ma ciò non accade.

La pellicola vorrebbe chiaramente essere più di una semplice e superficiale commediola, si basa su eventi (la fine di un rapporto di coppia e la perdita del lavoro) che son drammatici per chiunque e a maggior ragione quando l’anagrafe rema contro. E’ vero, nonostante si continui a ripetere che i sessantenni di oggi non siano usurati come chi fece la guerra e nonostante il continuo spostamento dell’età pensionabile, nell’immaginario collettivo una persona tra i quaranta ed i cinquanta è “passatella” e anti-economica. I problemi dell’opera non son quindi legati ai messaggi, peraltro tutti condivisibili, bensì ironicamente (!) proprio alla superficialità con cui sono proposti che trattiene in un limbo di anonimato il racconto: non è una commedia brillante e non è un film drammatico. Non fa ridere e non fa sospirare anzi a tratti fa sbuffare soprattutto quando la regia fa l’occhiolino a Frank Capra ed alla commedia c.d. all’americana, nonostante manchi totalmente l’alchimia di quegli attori e di quei film!

Bocciato, senza possibilità di seconda chance. Dubito che al videonoleggio riuscirà a tenere banco, semplicemente sarà dimenticato! Unico pregio? Concilia una perfetta pennichella pomeridiana.

 

P.S. A riprova del fatto che la pellicola non sembra particolarmente fortunata, giunge notizia che la casa di produzione sia stata multata in Spagna per l’immagine della locandina che vedete a capo post, in cui i due passatelli appaiono felicemente intenti in una scorazzata in motorino senza casco.

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